Il blog di Atelier Carenzio

Veuve Cliquot
Che ne dite di una coppa di champagne? La Francia non è solo patria di autori ed artisti ma è anche terra di vini e per giunta molto famosi, questa volta vi consiglio e racconto la trama di un libro ma lo farò in modo diverso rispetto al solito.

Che ne dite di una coppa di champagne?
La Francia non è solo patria di autori ed artisti ma è anche terra di vini e per giunta molto famosi, questa volta vi consiglio e racconto la trama di un libro ma lo farò in modo diverso rispetto al solito. Vi piace lo Champagne? Perché la nostra storia inizia proprio da qui, dallo Camphagne e da uno dei più pregiati, proveniente dalla Maison Veuve Clicquot, divenuta celebre grazie al coraggio e all’intraprendenza di Madame Clicquot-Ponsardin. Vi farò conoscere la genialità, la tenacia ed anche la sfrontatezza di Barbe Nicole Ponsardin, una donna diventata una delle prime imprenditrici della storia. La sua vita e quella della sua azienda si inseriscono e si legano ad un momento storico decisamente particolare per la Francia, siamo infatti negli anni che precedono la rivoluzione francese. E’ il 1772 quando Philippe Clicquot-Muiran, fonda una delle più note Maison produttrici di Champagne nel mondo, con sede a Reims. Le sue bottiglie, ben presto apprezzatissime, entreranno a far parte degli ambienti dell’alta borghesia e dell’aristocrazia europea.

La vita di Barbe Clicquot, dopo la morte del marito, Francois, figlio primogenito di Philippe, il quale dopo aver ampliato l’azienda del padre morirà prematuramente suicidandosi, lasciando la giovane moglie vedova (Veuve) a soli 27 anni e mettendo a repentaglio il futuro dell’azienda, cambierà radicalmente. La giovane donna sfiderà le convenzioni, decidendo di dirigere l’azienda da sola con l’aiuto del suocero e di un’amica. Gli esordi non saranno facili, rischierà più volte il fallimento e la concorrenza di Jean-Rémy Moet, a capo di un’altra delle maison produttrici di vino più rinomate, che sarà spesso feroce e sleale. Nel 1811, in occasione del passaggio della cometa, produrrà “le vin de la Comete” che le servirà a lanciare il proprio marchio in Russia, proprio là dove il marito aveva fallito. L’acume negli affari consentirà a Barbe, addirittura di contrabbandare nel 1814 le sue bottiglie di Champagne, durante l’embargo voluto da Napoleone nei confronti della Russia, e di far recapitare 10.000 bottiglie all’aristocrazia russa a San Pietroburgo, dove il suo Champagne verrà accolto con enorme successo. Da questo momento la Maison Veuve Clicquot, scalerà il successo e madame Clicquot verrà chiamata “La Grande Dame de la Champagne” ed è in suo onore che oggi lo Champagne di punta della maison è il Veuve Grande Dame, anche nella versione Grande Dame Rosé. Sarà proprio lei, infatti, nel 1818 ad elaborare per prima uno Champagne rosato, mischiando vini bianchi e rossi ma non solo, crea la prima cuvée millesimata nella regione della Champagne. Il suo motto sarà: “ Una sola qualità, la migliore.”
Il romanzo  “Vita effervescente di Madame Clicquot” di Fabienne Moreau, storica ed archivista della cantina Veuve Clicquot-Ponsardin, è soprattutto un omaggio all’intelligenza ed alla determinazione di una donna che ha costruito un impero grazie alla sua forza ed al suo coraggio, sullo sfondo di un periodo storico ricco di avvenimenti che porteranno la Francia a continui cambiamenti.

Gli anni in cui Barbe prende in mano le redini dell’azienda sono quelli turbolenti dei primi dell’800, quando l’Europa è attraversata da più eserciti in guerra e la società è estremamente maschilista. Una curiosità: sarà proprio in questo periodo che nasce l’arte del “sabrage”, gli Ussari, infatti, usavano aprire le bottiglie che madame Clicquot donava loro, con la spada. Lo Champagne e la cantina non sono le uniche avventure di questa donna irriverente, ovviamente nel senso benevolo del termine, nella vita di Barbe entrarono a farvi parte uomini facoltosi e molto più giovani di lei, come ad esempio Edouard Werlé che a 21 anni e quindi con 23 anni in meno di Barbe, diverrà suo consorte ed erede del suo impero nel 1866. Inoltre non sarà indifferente alle avances del genero, con il vizio del gioco e delle donne,  ma non gli permetterà mai di entrare a far parte dell’azienda e proprio per questo motivo dovrà subire le sue angherie. Infatti il Conte di Chevigné, pubblicherà una serie di racconti erotici la cui protagonista sarà madame Clicquot. Nell’epoca vittoriana pudica e bacchettona questi libercoli provocheranno ovviamente uno scandalo! Come avrete ben compreso questa non è solo la storia di un  vino pregiato ma anche quella di una donna trasgressiva e rivoluzionaria, nel privato come nel lavoro. Sarà proprio lei, affiancata dal suo cantiniere, Antoine Mueller, a mettere a punto la tecnica del Mueller, a mettere a punto la tecnica del “dégorgement”, che consiste nel conservare capovolte le bottiglie, facendo scivolare i sedimenti verso il collo della bottiglia, rimuovendo così i lieviti ed il tappo provvisorio, ottenendo così uno Champagne perfettamente limpido.

Lo sapevate che nel 2010, in un’isola dl Mar Baltico, sono state ritrovate 46 bottiglie di Veuve Clicquot del 1839, ancora perfettamente conservate e contenenti ancora un vino di assoluta qualità. Una delle bottiglie sarà venduta all’asta per 30.000 euro! Grazie all’intuito ed alla lungimiranza di Barbe Clicquot-Ponsardin, la maison ne ha fatta di strada ed il suo Champagne è divenuto uno dei migliori al mondo. Nel 1963 la Veuve Clicquot-Ponsardin divenne una società a responsabilità limitata, quotata in Borsa e nel 1986 è entrata a far parte del gruppo Luis Vuitton. Chissà se madame Clicquot aveva previsto tutto questo o semplicemente aveva sperato che un giorno la sua azienda potesse divenire così famosa ed importante. Di certo Barbe verrà ricordata come una delle prime imprenditrici della storia, storia che ha saputo vivere attivamente, lasciando un’impronta di sè ed un modello da seguire.

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